
“Caro, dai ti prego, stasera no: ho l’emicrania!”
Quante volte ciascuna di noi ne ha sofferto in concomitanza del ciclo? Sicuramente molte.
L’emicrania è uno dei sintomi più comuni della sindrome premestruale.
| Emicrania al femminile | |
| 16-21% 90% |
prevalenza dell’emicrania senza aura nella popolazione generale attacchi di emicrania senza aura che insorgono 2 gg prima del flusso mestruale e l’ultimo giorno |
| 15-60 minuti | durata variabile di ciascun attacco |
| 50-60% | donne che percepiscono un’associazione tra emicrania e mestruazioni |
| >80% ≤1/mese |
storia familiare positiva all’emicrania “mestruale” (fino a 6 gradi di parentela) |
| >1/mese | attacchi di emicrania nel 90% delle donne (18-65 anni) attacchi di emicrania nelle donne con emicrania mestruale con durata, intensità e disabilità simili a quelle delle donne senza emicrania |
Le variazioni ormonali che caratterizzano i vari momenti della vita di una donna come il ciclo mestruale, la gravidanza, la menopausa e l’uso di prodotti o farmaci a base di ormoni (come la contraccezione o la terapia ormonale sostitutiva) possono favorire l’insorgenza di emicrania e mal di testa. Nel 20% delle persone emicraniche, l’attacco può essere preannunciato, 5-30 minuti prima, dalla cosiddetta “aura”: si tratta della visione di luci e colori lampeggianti, più o meno improvvisi e intensi, che scompaiono con l’arrivo del dolore.
FAQ
-
Cefalea o emicrania?
La cefalea è il termine scientifico con cui si indicano comunemente diversi tipi di mal di testa. La Classificazione Internazionale delle Cefalee le distingue in primarie e secondarie. Le cefalee primarie sono le forme in cui il mal di testa rappresenta il vero e proprio disturbo, mentre le secondarie sono le forme di cefalea in cui il mal di testa è un sintomo di una malattia o di un disturbo: trauma cranico o cervicale, disturbi circolatori cerebrali, infezioni, infiammazione, epilessia, intossicazioni o abuso di determinate sostanze (alcolici, droghe, analgesici), malattie del cranio, collo, orecchie, naso, denti, bocca e altre, disturbi psichiatrici, malattie internistiche (per es. ipertensione, anemia).Con la sua ampia varietà di forme cliniche, l’emicrania rientra nel capitolo delle cefalee primarie. Può essere definita come un disordine familiare, caratterizzato da attacchi ricorrenti, ampiamente variabili nella loro frequenza, durata e intensità.
-
L’emicrania colpisce più le donne? Perché?
L’emicrania è più frequente nel sesso femminile, con un rapporto F:M pari a 3-2:1. Si pensa che siano fattori ormonali a svolgere un ruolo di rilievo nella maggiore prevalenza del sintomo nelle donne. L’aumento di prevalenza inizia alla pubertà e coincide con l’epoca del menarca (prima mestruazione), che nei paesi industrializzati si verifica intorno ai 12 anni. -
Vi sono sintomi premonitori?
A volte, ma non sempre, l’attacco di emicrania è preceduto (o accompagnato) da sintomi neurologici transitori e reversibili definiti aurea emicranica (irritabilità, variazioni repentine del tono dell’umore, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, ricerca di particolari cibi etc). -
Il dolore come si manifesta?
La costrizione dei vasi sanguigni della testa e del collo precede l’attacco; i vasi poi si dilatano e ciò provoca il mal di testa vero e proprio.
Il dolore di solito si avverte in genere da una parte sola della testa (unilaterale), è di intensità moderata-severa, a carattere pulsante, con durata molto variabile da 4 a 72 ore. Esso si associa a disturbi vegetativi come la nausea e il vomito (che talvolta possono anche essere più invalidanti del dolore emicranico), intolleranza alla luce (fotofobia), a rumori (fonofobia) e odori (iperosmia, osmofobia). -
L’emicrania ha una storia naturale nella vita della donna?
L’emicrania è un disturbo tipico del periodo fertile e si riduce, fino a scomparire, durante la menopausa. Le principali tappe della vita riproduttiva (menarca, gravidanza e menopausa) spesso condizionano la storia naturale dell’emicrania nella donna.
L’emicrania con esordio al menarca tende ad assumere una periodicità mestruale nel corso degli anni, ed è favorevolmente influenzata dalla gravidanza e dalla menopausa.
Gli estrogeni partecipano indirettamente al meccanismo di modulazione del dolore; più precisamente i livelli di estradiolo sono strettamente legati ai livelli di neurotrasmettitori come la serotonina, capaci di determinare l’insorgenza del dolore attraverso un’azione di modulazione dei recettori: quando i livelli di estradiolo aumentano, aumenta anche la quantità di serotonina con azione inibitoria sulle vie nervose che conducono al mal di testa.
Diventa così chiaro come l’andamento ciclico dei livelli ormonali condizioni i mal di testa: all’inizio del ciclo quando l’estradiolo scende significativamente si manifesta l’attacco di emicrania; analogo il discorso per il periodo della gravidanza: nei primi tre mesi i livelli ormonali sono alti e questo rende possibile il mal di testa, poi la sindrome migliora in corso di gravidanza così come dopo la menopausa ed in generale con l’avanzare degli anni. -
Quali sono le cause dell’emicrania premestruale?
Le cause non sono ancora del tutto chiarite; molti esperti ritengono che il disturbo venga provocato da un basso livello di estrogeni nel periodo che precede il ciclo. Secondo altri autori, l’instabilità ormonale caratteristica dei giorni che precedono il ciclo favorirebbe una maggiore sensibilità ai normali fattori scatenanti un attacco di emicrania. -
Quali sono le principali misure per ridurre al minimo i fattori scatenanti modificabili?
Innanzitutto, è importante imparare a identificare tutti i fattori scatenanti e questo può essere fatto compilando il diario regolarmente. Tra le principali misure da adottare, quelle più consigliate sono:- Riposare in un ambiente tranquillo, al riparo da luce, musica o rumori.
- Cercare di riposare e dormire. Seguire un rituale alla stessa ora che faciliti il rilassamento e l’addormentamento.
- Praticare una regolare attività fisica può aiutare a dormire meglio e a ridurre lo stress.
- Evitare di soggiornare in un ambiente eccessivamente freddo o surriscaldato.
- Ricorrere a tutte le manovre note per portare sollievo personale (per esempio, respirazione, visualizzazioni, tecniche di rilassamento e meditazione, yoga etc.).
- Non fumare ed evitare l’esposizione al fumo passivo.
- Limitare il consumo di bevande alcoliche.
- Se si lavora a lungo al computer, fare spesso delle pause, per distendere il collo e le spalle.
-
Come si fa la diagnosi di emicrania da ciclo?
La diagnosi viene fatta dal proprio medico curante o dal ginecologo o da uno specialista neurologo di un centro dedicato alla cura delle cefalee e si basa principalmente sulla:- raccolta dell’anamnesi (storia clinica)
- valutazione dei sintomi ed esame obiettivo
- negatività ad eventuali indagini strumentali e di laboratorio
Il medico vi chiederà di descrivere il tipo di dolore, l’area in cui si manifesta e la frequenza dei sintomi. Potrebbe anche consigliarvi di tenere un diario per alcune settimane per registrare l’andamento del disturbo e capire i meccanismi che lo scatenano.
Una corretta diagnosi di emicrania è fondamentale per identificare precocemente il più adeguato approccio terapeutico. -
Può essere utile compilare un diario dell’emicrania?
- È di fondamentale importanza soprattutto per formulare una diagnosi precisa. Il medico, in genere, consiglia di compilarlo per almeno due mesi, in cui vengono registrate la frequenza, la durata e l’intensità degli attacchi emicranici.
- L’intensità del dolore e della compromissione della qualità di vita si misura in genere attraverso una scala a 4 punti (0 = assente; 1 = lieve, senza limitazioni delle attività quotidiane; 2 = moderata, con limitazioni delle attività quotidiane, ma senza necessità di rimanere a letto; 3 = grave, limitazione delle attività quotidiane che costringe a rimanere a letto).
- L’uso del diario consente di identificare con precisione gli eventuali fattori che possono scatenare o aggravare un attacco di emicrania. Alcuni non sono modificabili (ciclo mestruale, variazioni climatiche, weekend), altri possono essere rimossi o modificati in parte o totalmente (fatica e stress, cattive abitudini alimentari, alterazioni del ritmo sonno-veglia etc).
- La compilazione di un diario consente, inoltre, di conoscere le caratteristiche delle crisi (durata, intensità, numero al mese, latenza fino all’acme, sintomi associati, consumo di farmaci etc), permette di verificare l’andamento nel tempo degli attacchi (ciclicità stagionale, correlazione con eventi stressanti, rapporto con il ciclo mestruale, etc), e orienta la scelta del farmaco. Con l’uso del diario, infine, è possibile valutare le caratteristiche delle eventuali ricadute, gli effetti del farmaco o dei farmaci sintomatici sul dolore e sui sintomi di accompagnamento nel tempo, il loro consumo e gli eventuali effetti collaterali.
-
Come si cura l’emicrania?
L’approccio terapeutico è diversificato sulla base della storia clinica di ciascuna persona, sulle caratteristiche delle crisi di emicraniache variano molto da caso a caso, dai farmaci assunti in precedenza (anamnesi farmacologica), dalla presenza di eventuali malattie concomitanti (dismenorrea, ipertensione, aritmie, disturbi del sonno, depressione, stress, ulcera, diabete, dislipidemie, asma, allergie etc), che possono influenzare in modo determinante la scelta terapeutica.Il trattamento è sintomatico e si avvale di numerosi farmaci ad attività specifica (triptani, derivati dell’ergot) e non specifica (analgesici e FANS, anti-emetici). Quando le crisi sono particolarmente intense o frequenti, viene instaurata anche una terapia di profilassi da concordare con il proprio medico.
-
Quali sono gli obiettivi principali di una terapia preventiva?
Gli obiettivi principali sono quelli di ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania, migliorando la qualità di vita della donna, riportandola a un’efficienza psico-fisica accettabile. La scelta del farmaco viene effettuata sulla base dell’utilizzazione della quantità minima di farmaco efficace con la minima incidenza di reazioni secondarie.Prima di intraprendere un trattamento di profilassi, è indispensabile identificare tutti i fattori scatenanti attraverso l’uso del diario e provvedere quando è possibile, alla loro eliminazione che può di per sé contribuire a ridurre la frequenza e/o l’intensità degli attacchi.
-
Esistono dei rimedi naturali efficaci?
Tra i rimedi più efficaci c’è il magnesio che è un miorilassante. È stato ormai ampiamente dimostrato che una sua carenza nell’organismo può causare degli spasmi nei vasi sanguigni. Le analisi indicano che fino al 50% dei sofferenti d’emicrania ha bassi livelli di magnesio, pertanto l’utilizzo di integratori di magnesio può ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania.
Di seguito alcuni alimenti che contengono magnesio.- germe di grano
- soia
- fichi
- mais
- mele
- semi oleosi
- noci
- mandorle
- pesce
- aglio
- pesche
- albicocche
Per combattere l’emicrania premestruale si può fare ricorso anche alla fitoterapia (Chrysanthemum Parthenium), all’aromaterapia (lavanda, camomilla, menta, rosmarino etc), all’omeopatia, al biofeedback, all’agopuntura.
-
Per saperne di più
SITI
- La classificazione delle emicranie »
- Il sito italiano della cefalea » Sito del Centro Italiano Ricerche Neurologiche Applicate (CIRNA), una fondazione non-profit costituita da personale laico e specialisti di fama internazionale che collaborano per fornire informazioni al pubblico sulla cefalea e assistenza ai pazienti cefalalgici.
- Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee (ANICERF) » Sezione divulgativa di un sito di un’associazione scientifica.
- Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee (AIC) »
- Lega Italiana Cefalalgici »
LIBRI
- Edoardo Rosati
Il grande libro del mal di testa. Prevenzione, rimedi e consigli per affrontare il dolore e vivere meglio
Rizzoli Ed, 2012 - Ramon Rosello, Pepe Landazuri
Mal di testa. Cure e terapie naturali. Riflessologia, massaggi, agopuntura, omeopatia, fitoterapia, fiori di Bach, ipnosi, yoga…
Macro Edizioni, 2012 - Wendy Green
Cinquanta cose che potete fare oggi per combattere l’emicrania
Vallardi A Ed, 2010 - A. Carol, CA Foster
Emicrania. Le risposte a tutte le vostre domande
Tecniche Nuove Ed, 2008 - Bruno Brigo
Medicina naturale dalla A alla Z. Emicrania, pag. 63-65
Tecniche Nuove, 2006 - Autori Vari
Enciclopedia della nuova medicina. Terapie tradizionali e alternative
Sperling & Kupfer Ed, 2006 - André Pradalier
L’emicrania. Una guida completa per conoscerla e combatterla
Pisani Ed, 2005 - Autori vari
Emicrania e cefalea tensiva in età evolutiva
Franco Angeli Ed, 2004 - Marilyn Glenville
La sindrome premestruale. Cefalea ed emicrania, pag. 163-168
Il Punto d’Incontro Ed, 2004
Schede correlate
Quali sono i fattori scatenanti di un attacco di emicrania
FAQ correlate
La pillola può causare mal di testa?







